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Perché la fisarmonica.... Il nonno... Breve storia della fisarmonica Funzionamento Manutenzione


Perché la fisarmonica
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Perché da sempre la fisarmonica si associa ad un’idea della musica quale fonte e cornice di gioia, d’allegria, di festa, di convivialità, sottofondo di momenti di vita importanti (matrimoni, ricorrenze, festeggiamenti ecc.) o quale semplice compagna di svaghi in momenti di spensierata tranquillità, da soli o fra amici con i quali organizzare un concertino o semplicemente un’ allegra stornellata.

Perché suonare tra amici con altri strumenti è bellissimo…ma con la fisarmonica si può essere tranquillamente autosufficienti: quale altro strumento permette di avere una gamma così ampia di registri da dare l’impressione di avere nelle mani una piccola orchestra? Fagotto, clarino, violino, ottavino, harmonium oltre ad altre sonorità tipiche della fisarmonica e derivanti da diverse combinazioni di voci che suonano contemporaneamente, fra i quali mastro, bandoneon e l’affascinante musette francese (confesso di avere per quest’ultimo una particolare debolezza…) sono il corredo che la fisarmonica porta in dote al suo musicista; e l’accompagnamento della mano sinistra?…se ci fosse anche il suono della batteria oltre al basso ed agli accordi, anche questi possibili con registri diversi, sarebbe come avere un gruppo musicale completo ad accompagnarci.
Per tali doti la fisarmonica, nella “versione” più attuale che conosciamo oggi, ha avuto una diffusione popolare immensa dalla sua nascita, nella seconda metà dell’800, fino almeno agli anni ’60: chi non ha avuto in passato un parente o un amico che non abbia avuto l’esperienza, almeno, di “strimpellare” un organetto o una fisarmonica? Confesso che anche per me è stato così: la mia passione mi è stata tramandata dal mio nonno materno, appassionato fisarmonicista autodidatta.

Perché la fisarmonica è stata ed è felicemente usata in vari generi musicali, dal folk alla musica classica, dal liscio al jazz, oltre a numerose tipicità territoriali (penso per esempio al tango argentino, alla musica balcanica ecc.): tanti autori, più o meno celebri, l’hanno prevista nelle loro composizioni o ne hanno scritte appositamente per lei. Sono centinaia i fisarmonicisti, grandi musicisti, che hanno contribuito e contribuiscono tuttora alla diffusione ed al consolidamento della conoscenza della fisarmonica in tutti i generi musicali ed il tutto il mondo, dagli “storici” fratelli Deiro (Pietro e Guido) a Gorni Kramer, Wolmer Beltrami, Astor Piazzola, Yuri Kazakov, Roberto Giraldi (orchestra Castellina-Pasi), John Lennon (chi sapeva che fosse un valido fisarmonicista?) solo per citarne alcuni, alle “icone” del nostro tempo tra cui Peppino Principe, Gervasio Marcosignori, Richard Galliano, Albertino Bastianoni, Pino Di Modugno, Antonello Salis, Renzo Ruggieri. Ovviamente i nomi citati sono solo alcuni tratti da una lista lunghissima dalla quale per ovvi motivi di spazio ho tratto solo una minima parte di essi: spero che gli esclusi non se abbiano a risentire. Molti sono anche i nomi che sono ormai considerati le future star della fisarmonica o che promettono di diventarlo: per non creare risentimenti e per non fare torto ad alcuno mi astengo dal fare nomi che costituirebbero, ovviamente, un elenco lunghissimo. Spero, comunque, di essere onorato di poterli ospitare tutti in futuro nella sezione “suona con noi” di questo sito che mi piacerebbe potesse essere intesa come moderna e virtuale “aia” in cui potersi incontrare e partecipare liberamente inviando propri brani per un libero ascolto da parte degli utenti del sito, proprio come una volta si faceva incontrandosi con gli amici dopo il lavoro nei campi e, in compagnia di un bel bicchiere di vino buono, si suonava e cantava in compagnia.

Perché oggi si assiste ad un rinato interesse per la fisarmonica da parte dei giovani: è facile vedere o sentire autori, interpreti, gruppi di generi diversi e moderni inserire la fisarmonica nei loro brani. Che dire, poi, delle scuole di ballo liscio considerevolmente e regolarmente frequentate da giovani e giovanissimi? E del revival della musica folk? Pensate, per esempio, alla famosa “pizzica” del sud Italia ed al successo, ormai internazionale della “Notte della taranta” di Melpignano, paesino del basso Salento. Considerando tutto ciò mi sentirei di affermare che, musicalmente parlando, la fisarmonica è un po’ come la famiglia: un qualcosa su cui possiamo sempre fare affidamento per ritrovare le nostre radici culturali, uno strumento che dà un’idea di “sincerità”, di schiettezza, dal quale non ti aspetteresti mai una delusione, un rifiuto, un “tradimento”, una “casa” alla quale possiamo sempre contare di poter ritornare dopo il nostro “peregrinare” musicale in vari generi o mode più o meno passeggeri, sapendo di essere sempre accolti, musicalmente, con un sorriso.

Giorgio Martellotta


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